Popular Tags:

Le 10 cose + 1 da evitare quando incontri una persona con disabilità

14 ottobre 2015 at 15:17

Riporto un articolo letto su disabilityhorizons.it molto interessante e voglio aggiungere che solo l’ultimo punto l’undicesimo è stato aggiunto da me perché quando accade mi da un fastidio tremendo. Il resto è merito di Fabia Pasqua per la traduzione e di disabilityhorizon nella persona di Elena per la pubblicazione sul sito http://www.disabilityhorizons.it/.

Dopo aver parlato con diverse persone con disabilità, Raja Alijadir raggruppa le 10 cose da evitare di fare quando si incontra una persona disabile- probabilmente ne riconoscerai molte di queste!

E’ dimostrato che interagire regolarmente con gente proveniente da ambienti diversi, ci aiuta a comunicare meglio con gli altri.

Ciononostante, data la natura mista della nostra società, sono ancora in molti coloro che fanno fatica ad interagire quando incontrano una persona con disabilità, creando di conseguenza un’atmosfera impacciata e tutt’altro che confortevole.

Per porre fine definitivamente a questi momenti di disagio, ho parlato con un gruppo di persone disabili, composto da amici e membri di un gruppo online, per produrre una lista delle 10 cose che la gente non dovrebbe mai fare quando incontra qualcuno che vive con una disabilità.

  1. Fissare

Avere una disabilità non è un invito a farsi guardare. Può accadere di essere incuriositi nel vedere qualcuno diverso da noi, ma non è una buona scusa per fissare con insistenza.

Noi non siamo uno “spettacolo” o qualche genere di divertimento creato per intrattenerti.

Fissare una persona non ti darà nessun’altra informazione su di essa. Se hai delle domande da fare, puoi con garbo tentare una conversazione.

Tutto ciò è sicuramente più indicato dello stare fermi ad una certa distanza, a fissare e far sentire a disagio il prossimo.

  1. Rifiutare il contatto visivo

Avviene spesso ciò che è stato descritto sopra: quando si è lontani si tende a fissare la persona con disabilità, ma quando ce l’hai di fronte?

Lo scenario più comune è quello di guardare dappertutto fuorché la colui\colei con cui stai parlando.

E’ un segno di educazione guardare negli occhi la persona con cui si sta avendo una conversazione, e il fatto che sia disabile non significa che può essere trattata con minor rispetto.

Se poi si trova su una sedia a rotelle, sarebbe bene chinarsi o piegarsi per essere al suo stesso livello.

In questo modo vi ascolterete meglio l’un l’altro e comunicherete in un modo più coinvolgente.

  1. Pacche o carezze sulla testa

Una persona disabile non cerca un legame affettivo o un abbraccio, e comunque certamente non una “pacca sulla testa” come atto di compassione.

Anche se hai le migliori intenzioni, devi ricordare che la persona disabile è un adulto come te, indipendentemente da aspetto, peso e altezza, e merita lo stesso rispetto che tu ti aspetti dagli altri.

A te piacerebbe che le persone ti dessero pacche sulla testa?

Una persona disabile con cui ho parlato, mi ha riferito che mentre era ad un evento, una donna (per qualche ragione sconosciuta) sentì il bisogno di dargli una carezza sulla testa, in segno di saluto.

Può sembrare un gesto simpatico o una forma di affetto, ma una persona disabile non è assolutamente un bambino o tantomeno un cane.

  1. Parlare indirettamente

Non bisognerebbe mai ignorare una persona disabile e parlare invece col suo accompagnatore.

Per una persona con disabilità è frustrante il fatto che molti sconosciuti che s’incontrano comincino a parlare con il loro amico, familiare o badante, escludendoli completamente dal discorso.

Una donna disabile mi ha riferito di un episodio in cui aveva chiesto indicazioni ad un passante e, nonostante glielo avesse chiesto direttamente, lui preferì rispondere alla sua accompagnatrice che non parlava bene l’ inglese, piuttosto che a lei.

Sorge spontanea una domanda: perché comportarsi così?

Perché quando qualcuno ti sta parlando, (ed è chiaramente capace di comunicare) si sceglie di rispondere ad un’altra persona solo perché è fisicamente abile?

  1. Non chiedere: “Cosa ti è successo”

La curiosità è uno dei tratti della natura umana, ma conoscere il motivo della disabilità di qualcuno cambierà in qualche modo la vostra vita?

Ho sentito tante storie di disabili, fermati da perfetti sconosciuti che gli chiedono cosa gli è accaduto, chiaramente presumendo che la disabilità sia causata da un incidente, come se nascere disabili fosse una rarità.

La conoscenza è importante e imparare qualcosa sulla disabilità è una cosa lodevole. Ma vi è differenza fra chiedere informazioni a scopo costruttivo e intromettersi per semplice curiosità.

Ricorda, non tutti sono a proprio agio con la propria disabilità e qualcuno può non volerne parlare. Se desideri imparare qualcosa sulla disabilità di una persona, cerca prima di conoscerla, e poi poni le tue domande.

  1. Pietà

Il fatto che una persona sia diversamente abile non significa necessariamente che viva in una condizione peggiore della tua, che soffra, o non abbia uno scopo nella vita e pertanto meriti la tua pietà.

Molta gente con disabilità conduce una vita dinamica, e sì, a volte può anche soffrire, ma ha bisogno di comprensione e accettazione piuttosto che pietà.

  1. Ipotesi basate su supposizioni

Se si incontra gente disabile, in compagnia di persone normodotate, non c’è alcun bisogno di dire: “Sei fortunato ad avere buoni amici che ti portano fuori” oppure “Hai dei genitori meravigliosi che si prendono cura di te”.

Può sembrare innocente, ma in realtà è doloroso e paternalistico. Occorre tener presente che la tua osservazione è basata sulla tua personale interpretazione della situazione e non è necessariamente reale.

Per esempio, chi ti dice che la persona disabile ha bisogno che altri la portino fuori? O, se anche così fosse, perché i suoi amici avrebbero bisogno di essere lodati per questo, non è ciò che fanno tutti gli amici?

Lo stesso discorso vale per i genitori: ognuno di loro tratta i propri figli con la massima cura.

  1. Formulare un giudizio

Non giudicare una persona disabile basandoti sull’apparenza- essa non è necessariamente angelica, né ha necessariamente bisogno di aiuto, né ha una scarsa capacità intellettiva.

Non presumere che una persona disabile non sia abbastanza educata, o abbastanza intelligente per conversare con te. Molti di loro sono laureati.

Essere disabile non ti rende automaticamente possessore di determinate qualità.

Essere diversamente abili non ti rende una creatura speciale – siamo tutti soltanto esseri umani, e come tutti gli esseri umani anche i disabili hanno i loro difetti.

Infine, non presumere che la persona disabile abbia necessariamente bisogno di aiuto. Se ne ha, lo chiederà, quindi non tuffarti ad aiutarla se non ti è espressamente richiesto.

  1. Non rimproverare i tuoi figli

Se tuo figlio sta fissando una persona disabile o fa domande ad alta voce sul suo conto, non rimproverarlo sgridandolo.

Spiegagli invece cos’è la disabilità ed incoraggialo a parlare con la persona disabile, piuttosto che a fissarla con paura da una certa distanza.

I bambini copiano gli adulti, così qualsiasi cosa fate, essi vi imiteranno.

  1. Non pregare per loro

Spesso la gente associa Dio, la religione e la salvezza con la disabilità. Io ho sentito gente iniziare a ringraziare Dio e pregare ad alta voce davanti ad una persona disabile perché fosse salvata dalla sua difficile situazione. Se da un lato è importante ringraziare Dio per la nostra salute e il nostro benessere, non è necessario farlo apertamente e palesemente davanti ad una persona disabile.

Ciò significa sentirsi superiori, come se fossi stato scelto da Dio al posto di quella persona disabile.

Inoltre quando vedi una persona che vive una disabilità, non offrire loro le tue preghiere come una “possibile cura”; sebbene in teoria possa sembrare un bel gesto, non presumere che il disabile desideri necessariamente “una cura” o di poter camminare- ciascuno di noi è diverso dagli altri e ha i suoi propri desideri e aspirazioni. Solo perché sei nato senza disabilità e consideri ciò come la normalità o lo stato migliore, questa cosa non può essere applicata a chiunque.

Allo stesso modo, non chiedere una preghiera per te ad una persona disabile – essi sono esseri umani che non posseggono nessun potere aggiunto e nessuna connessione più stretta a Dio dovuta alla loro disabilità. Dio non ha bisogno di “intermediari”, quindi non offrire o chiedere preghiere.

Di Raya AlJadir, traduzione di Fabia Pasqua

———

11. Se gli devi stringere la mano, fallo con quella giusta.

Come ho già detto ho perso il braccio destro, e mi capita molto spesso che quando vado a stringere la mano di una persona con la mia sinistra, l’interlocutore mi dia la sua destra, non riuscendo così a stringerla nel modo giusto. Ma è cosi difficile porgere la mano giusta? Mi direte che ci sono cose più importanti per un disabile, oppure mi direte che il mondo non è fatto per un disabile mancino. Avete ragione, ma sono convinto che se si cominciasse da queste piccole cose forse anche un disabile vivrebbe “un pochino meglio”

Buongiorno a tutti!

12 agosto 2015 at 15:20

Eccomi qua !!! Ci sono anch’io in questo mare di parole, spero di riuscire con le mie, ad aiutare qualcuno anche solo strappandogli un sorriso. Si parte !!!

Dimenticavo di dirvi che i commenti sono graditi, ma le cattiverie e le malignità NO !!! Uomo avvisato…commento non pubblicato.

BUON DIVERTIMENTO !!!